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"L'amore non è mai banale" di Rachel Van Dyken


In #collaborazione con Queen Edizioni, oggi voglio parlarvi di un nuovo romance super travolgente uscito il 3 Novembre 2023: "L'amore non è mai banale" di Rachel Van Dyken, secondo volume della serie Covet.

"L'amore non è mai banale" di Rachel Van Dyken

  • Numero di pagine: 256

  • Formato: Ebook

  • ISBN: /

  • Prezzo: € 4,99

  • ⭐⭐⭐⭐⭐

 
La conoscenza del dolore è conoscenza della vita. E' come interrompere la circolazione sanguigna, all'improvviso non senti più nulla, guardi solo il sangue, e la vita stessa, lasciare una parte del tuo corpo. Il dolore che senti dopo, le minuscole punture di aghi che bucano la tua pelle, è l'effetto collaterale della guarigione. Deve andare così affinché questo avvenga. la sofferenza dà la vita, e un giorno il dolore cesserà.

Dopo il rovinoso incidente e il conseguente risveglio dal coma, Julian Tennyson deve ricostruire la sua intera vita. La situazione al risveglio, infatti, è completamente diversa da come l'aveva lasciata. Suo fratello gemello Bridge aveva preso il suo posto sia nel lavoro che nel privato: è diventato CEO della sua azienda e si è innamorato della sua fidanzata Isobel, amore ricambiato dalla ragazza. La vita post-incidente dunque lo porta a dei forzati cambiamenti: pian piano riprende il suo posto in azienda, non estromettendo il fratello, e ritorna se stesso, non l'egocentrico ambizioso Julian che era diventato per colpa di suo padre.

Ma era sbagliato, come trovarsi in un universo alternativo. Volevo essere parte di una storia in cui cavalcavo verso il tramonto con la mia donna, staccavo un assegno per Bridge e salvavo il mondo, e invece lo aveva fatto mio fratello. Era stato l'ero della mia fidanzata mentre io ero lo stronzo traditore costretto a recitare una parte per ottenere quello che volevo.

Riprende anche i contatti con la madre, l'amorevole e gentile donna che lo aveva cresciuto con sani principi e aveva dovuto lasciare anni prima, ma improvvisamente ella scompare, sconfitta dalla malattia. Julian decide di riprendere in mano la sua vita prendendosi del tempo per sé e va proprio nella baita in Vermount di cui conserva preziosi ricordi d'infanzia, in cui c'erano la madre e Bridge. Lì, però, trova una sorpresa: una ragazza, affittuaria della baita, che scoprirà presto essere Keaton Westbrook, la fidanzatina d'America.

Non volevo digitare quella parola. Fine. E una parte di me era preoccupata che non sarei mai riuscita a farlo.

Keaton desiderava soltanto pace e una baita del genere era il posto giusto per mantenere la sua promessa fatta un anno prima a Noah, il suo fidanzato, malato terminale e morto tragicamente giovane. Keaton doveva solamente scrivere il suo libro sulla storia d'amore con Noah, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino: la baita dispersa nel nulla, la bufera di neve, la mancanza di linea telefonica, l'incontro ravvicinato con un alce, l'assideramento e la conseguente inutilità delle sue mani, bisognose di cure. Il tutto, con Julian Tennyson presente, disponibile, gentile, premuroso. La ricetta perfetta per un disastroso incontro o per l'inizio di qualcosa di nuovo?

 
L'amore cresce. Cresce fino a quando non puoi più contenerlo e poi cresce ancora di più.

Un romanzo che segue direttamente il primo della serie, ma che rispetto al primo coinvolge, trascina, cattura e appassiona molto di più. Avevamo lasciato nel primo volume un Julian molto risentito, arrabbiato e difficilmente incline al perdono, per ciò che gli avevano fatto Bridge e Isobel. Nei primi capitoli lo vediamo interagire con la madre, la ascolta e la aiuta, ma anche con gli stessi Bridge e Isobel, quasi come se iniziasse ad accettare la situazione. Con la morte della madre, però, per lui crolla il tutto, complice il fatto di aver dei rimorsi sul non aver passato più tempo con lei e non averla vissuta per anni. Julian stava ritrovando se stesso, stava ritornando ad essere il ragazzo premuroso e generoso della sua infanzia e dei primi anni di college, e questo lo vediamo fin da subito, anche tramite le interazioni con Bridge.

Quel che era peggio, odiavo il fatto che avesse ragione almeno per metà. Ero quel ragazzo. Ero sempre stato quel ragazzo. E quel ragazzo era stato completamente fottuto, quindi chi ero adesso? Era quella la domanda da farsi, vero?

Quando incontra Keaton è un uomo spezzato dal dolore della perdita e dal risentimento verso una vita che poteva avere una piega diversa, se soltanto lui avesse seguito gli insegnamenti della madre e non si fosse concentrato sulla guida spietata del padre. Ma con la ragazza non perde comunque la sua vena ironica e maliziosa. In questo volume Julian fa un vero e proprio percorso su se stesso che lo porta a diventare un uomo migliore: l'uomo che sua madre aveva sempre visto in lui. Si pone molte domande ma soprattutto inizia a cambiare modo di fare, paragonando quella parvenza di una nuova relazione con Keaton alla sua vecchia relazione con Isobel, correggendo i propri sbagli.

[...] adesso invece ero in un limbo, vivevo come un automa e provavo a gestire il dolore per una morte che mi rifiutavo di accettare. La mia. La morte dell'uomo che ero un tempo e la rinascita di qualcuno che stava provando con tutte le forze a essere migliore, a essere l'uomo che mia madre aveva cresciuto.

Anche Keaton è spezzata, distrutta e vulnerabile in quella baita. Ed è proprio la morte che in quel momento li accomuna, la voglia e il bisogno di trovare pace quando tutto il resto attorno è soltanto caos. Insieme i due personaggi sono veramente divertenti, creano dinamicità e sono come cane e gatto, continuano a discutere e litigare anche quando vanno d'accordo. Keaton non è remissiva, non accetta il compromesso quando pensa di aver ragione, tiene alte le sue convinzioni e mantiene la sua posizione una volta presa. E' una ragazza veramente particolare, ha il fuoco dentro, è sicura di sé ma comunque fragile e dubbiosa. Si pone diversi freni, una volta entrata a patti con l'attrazione per Julian.

Forse l'universo ci stava sottoponendo a un gioco perverso, facendoci incontrare quando ne avevamo più bisogno, quando eravamo al culmine della nostra vulnerabilità, per poi mettere tra noi la triste realtà delle nostre situazioni. Mondi diversi. Entrambi sotto i riflettori. Ma poteva funzionare, giusto?

Tra i due c'è veramente moltissima attrazione fin dal primo momento, nonostante nessuno dei due faccia nulla per effettivamente risultare attraente, ammiccante o per provare a sedurre. Provano a stringere un patto, ma falliscono miseramente, cadendo nella passione, nella chimica che li porta inesorabilmente a stare insieme. Julian non ha freni, naturalmente non c'è nulla che lo blocchi o che lo fermi in qualche modo, mentre Keaton è sconvolta dai sensi di colpa, a causa di se stessa ma anche di tutto il mondo che la circonda che vorrebbe che rispettasse la memoria di Noah portando praticamente il lutto per sempre, nonostante la giovanissima età.

Avevo dimenticato cosa si provava a essere abbracciati. A sentirsi protetti. Quel pensiero mi sconvolse ancora di più, visto che ero completamente nuda tra le sue braccia e lui mi fissava come se fossi pazza.

Dopo l'incidente dell'alce, che raccontato così fa ridere molto ma "vissuto" dalla protagonista sicuramente sarà stato traumatico, Julian si prende cura di Keaton e lei si lascia completamente andare ai ricordi, provando a raccontare la sua storia con Noah, mentre l'uomo la riscrive apportando anche note a margine. Il libro viene pian piano creato, ma non è questa la cosa più importante: avviene in Keaton un vero e proprio percorso di accettazione del lutto che, probabilmente, senza l'aiuto di Julian, non ci sarebbe stato, o forse semplicemente non sarebbe stato così veloce. Naturalmente il tutto non è stato indolore, la ragazza esprime tutto il suo dolore più volte, trattenendosi e fermandosi, piangendo e allontanando le persone che vorrebbero soltanto starle vicino.

Quando l'amore ti trova, il vero amore, non ti dà la possibilità di dire di no, e ti rendi conto che preferisci soffrire per il resto della tua vita per aver preso quella decisione piuttosto che soffrire per non averla presa.

Dunque, per concludere, una storia d'amore travolgente e forse predestinata, in uno dei momenti contemporaneamente più sbagliati o più giusti che potevano esserci per entrambi i protagonisti. Un romanzo che insegna che l'amore è universale, non ha una tempistica, non ha una scadenza, non ha orario, non ha forse neanche un vero e proprio senso, è solo e semplicemente amore. Un romanzo che insegna anche che non c'è un vero e proprio modo per superare la morte di qualcuno, per superare un lutto, ma che ognuno ha il proprio modo e ci prova come meglio crede e come meglio riesce. Un romanzo bello, ben scritto, non leggero come si presupporrebbe, ma con tutti gli ingredienti giusti, ben dosati, con la giusta dose di dolcezza, di passione, di drammaticità e di narrazione pura e semplice.

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