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"La mite" di Fëdor Dostoevskij


La mite” è un racconto di Fëdor Dostoevskij scritto nel 1876 per il suo mensile “Diario di uno scrittore”. Questo racconto venne abbozzato tempo prima, ma nell’autunno del 1876 si verificarono a Pietroburgo parecchi casi di suicidio che colpirono profondamente l’autore, tra cui il suicido di una certa Mar’ja Borìsova definito “suicidio mite”, per questo terminò e pubblicò il racconto nel fascicolo del Novembre di quell’anno del mensile affidatogli.


"La mite" di Fëdor Dostoevskij

  • Collana: Universale economica. I classici

  • Numero di pagine: 96

  • Formato: Libro - Brossura

  • ISBN: 9788807900198

  • Prezzo: € 8,00

  • ⭐⭐⭐⭐

 

Il proprietario di un banco di pegni, quarantunenne e narratore del racconto, si invaghisce di una sedicenne sua cliente.

Compresi immediatamente che lei era buona e mite. Le persone buone e miti non resistono a lungo e, pur non aprendosi mai del tutto, è come se non fossero in grado di sottrarsi alla conversazione: rispondono quasi a monosillabi, ma rispondono, e più si va avanti, più parlano.

Quella che lui definisce “la mite” vive con due zie “sregolate”, cattive, perfide e che non facevano altro che umiliarla e provare a venderla. Il narratore si propone di sposarla e la giovane accetta per sfuggire ai piani della sua famiglia. All’inizio sembra tutto perfetto, ma sappiamo che ogni matrimonio ha i suoi problemi e i suoi alti e bassi. I due riusciranno a far funzionare le cose?

 

Il tema del suicido è centrale, come si evince fin dalle prime pagine di questo racconto. Possiamo dire che si tratti di un vero e proprio flusso di coscienza, con pensieri, sentimenti e contraddizioni, riflessioni e nuovi propositi. Nel suo racconto, il narratore ripercorre i punti salienti del suo matrimonio, dal primo incontro alla richiesta di matrimonio, dai loro inizi all’attualità. Il protagonista viaggia con la mente arrivando a capire anche i suoi errori e i suoi problemi caratteriali, ma ormai è già troppo tardi. Un breve classico intimo e straziante, un racconto psicologico che porta sicuramente a riflessione.

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