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"Il pittore di stelle" di Alessia Borgia


In #collaborazione con l'autrice (e in tremendo ritardo, come sempre), oggi vi parlo de "Il pittore di stelle" di Alessia Borgia, un romanzo breve. di sole 132 pagine, ma comunque intenso e significativo.


"Il pittore di stelle" di Alessia Borgia

  • Numero di pagine: 132

  • Formato: Ebook

  • ISBN: /

  • Prezzo: € 2,99

  • ⭐⭐⭐⭐

 

Siamo in Inghilterra, in tarda età vittoriana. James e Arthur sono in viaggio dalla campagna verso la capitale inglese e discutono sul loro futuro e sui loro ruoli in famiglia. James è il secondogenito della famiglia De Bethencourt e sogna di fare l'artista, cosa che non va a genio al padre, il marchese Louis De Bethencourt. La famiglia viene invitata a casa Willoughby per un evento dell'alta società ed è proprio in quell'occasione che James incontra il Conte William Borthwick, un artista molto rinomato in Scozia.

Dopo qualche attimo di stordimento, sussultò nel sentire quegli occhi profondi su di sé e distolse lo sguardo, come la prima ed unica volta che li aveva incrociati, colto dalle medesime sensazioni di turbamento e disagio.

In realtà James aveva già visto l'uomo qualche giorno prima, per strada, e aveva provato delle sensazioni strane, istintive. William gli propone un accordo: vuole ritrarre James come modello nei suoi quadri in cambio di lezioni d'arte. James pensa a lungo sul fatto di accettare o meno la proposta, soprattutto perché è molto interessato ad imparare nozioni nuove sulla pittura. Ma Arthur, da bravo fratello maggiore, gli fa notare che le cose potrebbero mettersi male in caso il padre venga a scoprirlo. Il problema, però, non sono le lezioni d'arte, bensì le voci che iniziano a circolare sul conto di James. Il Conte e James stringono presto amicizia, si scambiano confidenze, diventando sempre più intimi.

 
Credo che i suoi lavori più belli siano i paesaggi notturni. Vorrei imparare a dipingere le stelle come fa lui.

A differenza di altri romanzi letti che sono ambientati nello stesso periodo storico, questo è molto "centrato", perché non tratta l'ambientazione soltanto come un contorno che resta sullo sfondo. Il protagonista indiscusso della storia è James, perché, nonostante la scrittura in terza persona, è lui il personaggio più approfondito, di cui leggiamo sensazioni e pensieri, di cui pian piano scopriamo i sentimenti confusi e i dubbi. James, conoscendo il Conte, ha una sorta di rivelazione: inizia a provare una forte attrazione per un altro uomo, attrazione nata dalla forte intesa e dalla passione comune, l'arte.

Quando era in compagnia del conte si sentiva sempre più sensibile ad ogni sua parola o ad ogni suo gesto rispetto al modo in cui si sarebbe sentito con chiunque altro ed emergevano lati di se stesso che a volte anche egli faticava a riconoscere.

In questo romanzo è usato un linguaggio quasi formale, molto preciso e accurato, ma comunque la lettura resta scorrevole, per nulla ostica. Ho apprezzato parecchio il personaggio di James, che affronta un vero e proprio percorso di comprensione fino alla piena accettazione di se e del suo amore per William, al punto da combattere per i propri sentimenti contro la famiglia stessa, da soffrire in silenzio a causa della distanza, da non riuscire a confidarsi con nessuno per diverso tempo.

Non si era arreso al volere del padre, così come non aveva ancora rinunciato a quell'amore, nel quale tanto aveva creduto e che neppure per un istante era svanito dal suo cuore.

Mi ha incuriosito anche la storia personale di William, molto più intrigante di ciò che poteva sembrare inizialmente, profonda e con argomenti importanti. Verso la fine del libro, ho rivalutato anche il personaggio di Arthur, che all'inizio non mi era parso molto comprensivo e affettuoso nei confronti del fratello. Ogni personaggio principale è ben caratterizzato, l'unico punto a "sfavore" è per me la lunghezza del libro, perché in qualche modo tronca la storia di William e James, avrei preferito fosse più lunga e articolata. Ho amato la conclusione del libro, le frasi finali contengono l'intero messaggio del romanzo:

[...] non aveva importanza quanto sarebbero state dure da affrontare le difficoltà che la vita gli avrebbe riservato, non avrebbe mai rinnegato se stesso. Avrebbe fatto della sua esistenza un'opera d'arte.
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