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"Il regno delle bugie" di Abigail Owen


In #collaborazione con il blog Tre Gatte Tra I Libri, oggi vi parlo di una nuova uscita fantasy, appassionante e per nulla banale: "Il regno delle bugie" di Abigail Owen, primo volume di una serie pubblicata da Newton Compton Editori il 25 Aprile 2023.

"Il regno delle bugie" di Abigail Owen

  • Numero di pagine: 416

  • Formato: Libro - Brossura

  • ISBN: 9788822774651

  • Prezzo: € 9,90

  • ⭐⭐⭐⭐⭐

 
Misuro il trascorrere del tempo con una singola stella che attraversa il cielo fuori dalla mia piccola finestrella senza vetro. La osservo, in attesa. Sono sempre in attesa. [...] In attesa di diventare qualsiasi cosa, eccetto chi e cosa sono.

Meren è una principessa, ma nessuno può saperlo. Nata come Mereneith Evangeline XII di Aryd, ha una gemella di nome Tabra e appartiene a una lunga stirpe di gemelle reali. Ciò che il popolo non sa è appunto l'esistenza della secondogenita, in questo caso di Meren, perché il suo unico scopo è quello di sostituire la sorella, legittima erede al trono, in caso di bisogno o morte. Praticamente la sua unica funzione è quella di essere una sosia all'occorrenza, una pedina da muovere in caso di necessità. Meren vorrebbe di più dalla sua vita, vorrebbe essere vista e amata, vorrebbe poter essere libera di andare dove vuole e fare ciò che vuole, ma solo le ombre riescono a garantirle un barlume di respiro.

Le ombre sono il solo mezzo che ho per fuggire. Mi nascondono e, in cambio, io rivelo loro tutti i miei desideri. Per la maggior parte desideri legati a una possibile vita diversa.

Quando la regina madre muore, Tabra sa di dover prendere il suo posto come sovrana e Meren capisce di dover rinunciare anche a quel piccolo spiraglio di libertà che aveva conquistato nel tempo. Meren inizia a sostituire Tabra proprio durante la cerimonia di incoronazione, per proteggerla da chi potrebbe volerne il male, ma viene improvvisamente rapita da una creatura fatta di oscurità. Capisce immediatamente che la vittima sarebbe dovuta essere sua sorella, perciò si finge lei, per quanto le sia possibile. Ma Meren è spigliata e a volte sgarbata, astuta, caparbia e coraggiosa, al contrario di Tabra e di come dovrebbe essere una principessa.

La ragazza che ricambia il mio sguardo è splendida: labbra che per il mio occhio critico sono troppo piene, capelli color ebano che brillano alla luce delle molte lampade a olio e torce che illuminano la stanza di Tabra, occhi che possono essere intrisi di mistero ma anche ardenti come carboni… questa donna è splendida, ma non sono io. Non sarò mai io.

Meren è una Hylorae, ovvero una persona in grado di controllare elementi tangibili quali sabbia, acqua o terra, mentre Tabra è una Enfernae, in grado di controllare le emozioni, le anime o le menti delle persone. E' per questo che Meren è stata rapita dalle ombre? E' il potere di Tabra che vogliono oppure cercavano proprio lei? E, soprattutto, è opera di Eidolon, re di Tyndra, noto dalla protagonista come assassino di ogni sovrana legittima della stirpe? Durante viaggio tumultuoso e spaventoso, Meren pian piano scoprirà la verità sul suo rapitore, su colui che viene chiamato il Signore delle Ombre e sugli Scomparsi, ma soprattutto inizierà a cadere il castello di bugie attorno alla sua vita.

 
Per un mezzo secondo, rimango intrappolata nei suoi occhi. Così da vicino, il loro blu brilla in modo ancora più vivido.

Riuscire a fare una recensione senza spoiler in questo caso è praticamente impossibile, dal momento che succedono tantissime cose importanti che si susseguono velocemente e perché non si può parlare della protagonista, Meren, senza nominare e descrivere Reven, colui che da antagonista diventa… qualcosa. Meren è una vera e propria eroina attuale: oltre ad essere forte, coraggiosa e audace, risulta essere anche estroversa, istintiva, onesta e senza peli sulla lingua. Leggiamo il romanzo attraverso la sua voce, ne captiamo pensieri e dubbi, paure in alcune circostanze, ma la sua mente viaggia in modo veloce, trova soluzioni anche quando non sembra ce ne siano.

Se lasciassi questo luogo, chi resterebbe a vegliare su di loro? Chi lotterebbe per proteggerli? Chi sarebbe disposto a morire per loro? Ci sono soltanto io.

Meren vive tra due luoghi: il suo palazzo, in cui svolge il suo "lavoro" di sosia sostituta all'occorrenza, e la sua città, Enora, in cui, ben camuffata e nascosta, riesce ad essere se stessa. Sono poche le persone che l'hanno vista in volto, uno tra tutti Cain, il suo più caro amico, ma neanche lui sa della sua vera identità. Quando la regina sovrana muore, Meren è costretta ad abbandonare la sua vita di città, ma tutto cambia al rapimento. La ragazza viene rapita con la forza, ma non si lascia abbattere neanche per un secondo, le prova tutte per fuggire, finché non cambia qualcosa.

Pericolo!, grida il mio istinto, ma faccio fatica a distogliere lo sguardo perché, proprio come la prima volta che l'ho visto, avverto un pungolo di familiarità. Familiarità e... consapevolezza.

Reven è il nome del suo rapitore ed è in grado di governare le ombre a suo piacimento, ma non senza sforzo. All'apparenza è un ragazzo affascinante, dagli occhi profondi e suggestionanti, ma nasconde dentro di se verità difficili da esporre. Le confida di aver bisogno di lei, di dover salvare delle persone, dunque di volerla portare viva in un certo luogo di cui nessuno conosce l'esistenza. I due affrontano un viaggio per nulla facile, in cui pian piano si scoprono complici, affiatati, e in cui Meren inizia a non considerare più Reven come il suo rapitore, bensì come qualcuno bisognoso di lei.

Reven. Se lo pronunciassi a voce alta, sospetto che quel nome mi scivolerebbe sulla lingua come fosse nettare.

Meren sa di doversi fingere sua sorella, ma il suo inganno non ha vita lunga e prima o poi la verità uscirà allo scoperto, così come quella su Reven e sulla sua vera identità. La fiducia cresce e poi si spezza, il legame, però, continua ad esistere innato e prepotente, difficile da spiegare per entrambi. Le ombre non sono sempre compiacenti con Meren, ma lei sa che nel profondo c'è Reven, il suo Reven, quello a cui si sente collegata dal loro primo incontro-scontro nel buio di Enora. Lei salva lui, lui salva lei. Lei desidera lui e lui desidera lei.

Il suo palmo si appoggia contro il mio stomaco. Un tocco. Che non mi aspetto. Eppure, la mia reazione istintiva è di trattenere il fiato e quasi di… lasciarmi andare a lui. Per tutti gli Inferi, che mi prende? Devo essere persino più agitata di quanto pensassi.

Una sorta di Sindrome di Stoccolma per Meren, che si ritrova dall'essere rapita fisicamente all'essere rapita mentalmente e sentimentalmente. Ma c'è di più, perché sono i due caratteri ad essere perfettamente compatibili, sono le vicissitudini a renderli complici e necessari l'uno all'altra, sono i sentimenti che spingono lui a salvarle la vita e ad entrarle dentro letteralmente con le sue ombre. Leggiamo di scene sospese e scene più spinte, leggiamo passione e sentimento, di amore puro e istintivo, nonostante i segreti che entrambi si portano dentro.

Il mio respiro decide di farsi irregolare contro la mia volontà. Perché non importa quanto la combatta, la mia iniziale e onesta reazione a lui, e al modo in cui mi guarda certe volte, persiste ancora.

Il tema del doppio è alla base del romanzo. Da una parte c'è Meren, gemella di Tabra, mentre dall'altra c'è Reven, colui che controlla le ombre e non solo, ma vi lascio scoprire in realtà di chi e cosa si tratta. Sicuramente il nemico resta Eidolon, ma in che veste si farà vivo? Andando avanti nella lettura, scopriremo tutto, o quasi. Meren cresce e impara a gestire il suo potere, ma non mancano i momenti di sconforto.

Donna. Ma lo sono davvero? Sono ancora giovane, mi faccio strada nella vita seguendo l'istinto. Sono ancora insicura, non importa quanto possa mantenere le apparenze di fronte a tutti, inclusa me stessa. Sto tuttora imparando come muovermi nei mondi in cui sono costretta a cercare di sopravvivere.

I dubbi di Meren sono tantissimi, nella sua mente si legge la voglia di riscatto dall'essere una semplice pedina nelle mani dei poteri forti, e ciò lo notiamo anche sul finale, quando la sua incontrollabile capacità di sopravvivenza le permette di fingere ancora una volta, di essere qualcuno che non è soltanto per pensare ad una soluzione. Reven ha questo in comune con lei e per questo si sente capito e compreso e a sua volta riesce ad accettare anche la mancata verità da parte della ragazza, riesce ad innamorarsene nonostante tutto.

E da qualche parte durante il percorso che mi ha portato a rendermene conto, i miei sentimenti per lui sono diventati qualcosa di caldo, desideroso e sicuro, al tempo stesso elettrizzanti e pericolosi. Forse ha ragione a darmi della problematica.

Nonostante le ombre facciano da costante nel romanzo, troviamo anche descrizioni di paesaggi più rigogliosi e situazioni piacevoli e divertenti, oltre a quelle più piccanti già citate prima. Ci sono pericoli e morti, ma ci sono anche momenti di tranquillità, di vita quotidiana, di gioia, seppur brevi. Il ritmo è incalzante, la narrazione procede spedita e non ci sono parti noiose e banali. Il tutto ha una spiegazione oppure viene rimandata ad un secondo romanzo, dal momento che il libro termina con un finale sospeso e aperto. In questo fantasy naturalmente c'è il sovrannaturale ed è ben spiegato, ma è comunque l'amore il motore di tutto. Un bel volume iniziale per quella che penso sarà un'appassionante nuova saga fantasy.

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