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"La custode degli amori perduti e ritrovati" di Lynda Cohen Loigman


In #collaborazione con il blog Reading is true love, oggi vi parlo di un romanzo che mi ha rubato il cuore, recentemente uscito per la CE Newton Compton Editore: "La custode degli amori perduti e ritrovati" di Lynda Cohen Loigman.

"La custode degli amori perduti e ritrovati" di Lynda Cohen Loigman

  • Numero di pagine: 288

  • Formato: Libro - Brossura

  • ISBN: 9788822769817

  • Prezzo: € 12,90

  • ⭐⭐⭐⭐⭐

 

La storia si svolge a New York e dura all'incirca un secolo, grazie a diversi salti temporali che si compiono nei vari capitoli. Sara Glikman è una giovane che ha attraversato l'oceano con la sua famiglia, fino a New York. Siamo all'inizio del '900, precisamente nel 1910, e Sara compie la prima "unione": vede un fascio di luce diramarsi dalla sorella fino ad un giovane, permettendo così il loro primo incontro e la nascita del loro amore, destinato a durare in eterno. Sara è troppo piccola per capire che ciò che lei vede e compie è un dono, perché sa riconoscere le anime gemelle, il bashert di ogni persona.

Il raggio che univa tua sorella e suo marito non era un gioco di sole. Sei stata benedetta con occhi che possono vedere la luce delle anime gemelle che si cercando a vicenda.

Questo dono, però, porta scompiglio all'interno della sua comunità, quella ebraica a New York di cui fa parte, perché dominata da leggi antiche e usanze patriarcali secondo cui solo gli uomini possano combinare matrimoni e di conseguenza venire adeguatamente ricompensati. Sara è una shadchanteh, come alcuni anziani della comunità, ma lei non valuta leggi o strane logiche.

Ciò che gli shadchanim non avrebbero mai capito era che per Sara un'unione non era qualcosa da creare. L'amore o esisteva o non esisteva. Ciò che Sara vedeva, vedeva. Ciò che sapeva, sapeva. Il suo metodo era puro e imprevedibile quanto il primo crocus viola che sbocciava a primavera.

La storia di Sara, complicata e lunga quasi un secolo, si lega perfettamente a quella di sua nipote Abby nel 1994. Abby è un avvocato divorzista di successo a Manhattan, ma la nonna è convinta che possa avere il suo stesso dono. E quando inizia a farsi coinvolgere dalle letture lasciatele dalla nonna e dalle storie dei loro clienti, accade la "magia" delle unioni.

 
Il cuore di chi è a lutto è come il grembo di una donna, Jacob: è in grado di espandersi per contenere qualunque cosa gli venga chiesto di accettare. Il cuore è abbastanza grande per contenere sia dolore che amore.

Quando ho iniziato a leggere questo libro, non pensavo di potermi innamorare così di una storia basata sulla realtà, su racconti e leggende, non la solita storia che leggo per la CE insomma. La storia narrata in questo libro, come abbiamo già ampiamente sottolineato, ripercorre quasi un intero secolo, partendo nel 1910 fino all'epilogo del 1995, descrivendo la storia di circa tre generazioni ("circa" perché la storia della figlia di Sara, mamma di Abby, è menzionata in diversi punti ma mai approfondita). Sara e Abby sono due giovani donne che riescono a farsi valere, sono forti e coraggiose, seppur con i loro timori e le loro paure.

Hanno paura di te perché tu sei tutto ciò che loro non sono. Sei giovane e donna e hai un dono. Tu non negozi prezzi né termini. TU suggerisci unioni perché senti l'obbligo di farlo, non perché qualcuno ti ha assunta. Tu fai le presentazioni e lasci che il resto vada da sé, senza forzature, interferenze o manipolazioni.

Sicuramente leggere della storia di Sara mi ha emozionata: una ragazza ebrea con diversi problemi economici nella prima metà del Novecento, quindi in entrambe le Guerre Mondiali, anche se solo accennate, forse per non appesantire il romanzo e non divagare. Abby, comunque, è una giovane degli anni '90, anni ancora lontani dalla completa parità dei sessi, seppur con molti più diritti rispetto alla nonna. Le due figure femminili sono protagoniste attorno a una miriade di persone, le coppie "unite", che fanno da sfondo e accompagnano quasi troppo rapidamente la storia verso la conclusione. Si inizia con una morte, quella di Sara, e tramite dei racconti letti da Abby sui diari della nonna e approfonditi dal narratore, ricostruiamo la storia di quella che veniva quasi definita una strega dagli anziani della comunità ebraica.

Nella sua mente, l'unico antidoto alla morte era il costante e ininterrotto avanzare della vita.

Il tema principale del libro è sicuramente quello dell'amore tra due anime gemelle, affini, legate da un filo indissolubile e destinate a non lasciarsi mai, almeno col cuore. Altri argomenti vengono toccati: la comunità ebraica del '900 con le sue tradizioni e usanze, anche attraverso le parole che vengono utilizzate e spiegate nel romanzo; l'amicizia tra Sara e alcune delle coppie che ha unito, oppure tra Abby e Jessica, dentista e nipote di una delle prime "unioni" di Sara, a dimostrare che il tempo passa ma il legame può restare, così come la sintonia tra caratteri e persone.

Una goccia d'amore a volte porta un oceano di lacrime

Ma il tema che più mi ha colpito è stato quello della violenza, perché Sara, nella sua storia, racconta di essere stata in grado anche di percepirla con bagliori quasi come saette, ombre oscure, sulle vittime di violenza. Grazie al suo dono Sara è stata in grado di aiutare le donne, ma anche le persone che nei loro anni non potevano liberamente amare persone dello stesso sesso (altro tema importante).

L'amore non è sempre una linea retta e lucente. A volte, è un sentiero ombroso, pieno di svolte inaspettate.

Una storia che ne racchiude tante, una voglia di rivalsa per le donne che cercano di farsi strada in un mondo di soprusi e maschilismo, in un mondo in cui le regole sono ingiuste e la mente patriarcale decide, in un mondo in cui l'amore non è più amore ma giostrato, spesso, da interessi. Un mondo in cui una piccola bimba decide di far l'avvocato divorzista per tutelare donne che come sua madre sono state lasciate in malo modo e con i figli da mantenere e a cui badare, con le spese e tutto il resto, donne il cui unico obiettivo è sopravvivere.

L'amore non è cambiato, mameleh. All'epoca era altrettanto complicato. Se fosse stato così semplice, nessuno avrebbe avuto bisogno di me.

Una storia semplice nell'essenza, ma dai tanti risvolti. Si legge veramente in pochissimo tempo, è scorrevole ed è dedicato a chi crede nel vero amore, per destino o volere di Dio. Voglio concludere citando una credenza che conoscevo già, qualcosa che mi ha emozionato, perché ripetuto anche dalla mia nonna qualche anno fa:

Quando piangi, aveva detto la nonna, la persona a cui sei destinata sente il sapore del sale delle tue lacrime.

Ringrazio il blog che ha organizzato questo Review Party e mi ha coinvolta in questo meraviglioso viaggio.


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