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"Salvatore Gonzales e altre storie di Antinea" di Gianluca Morvillo


In #collaborazione con Matilde Bella, oggi vi parlo di "Salvatore Gonzales e altre storie di Antinea" di Gianluca Morvillo, pubblicato da Edizioni Dialoghi nel Giugno 2022.


"Salvatore Gonzales e altre storie di Antinea" di Gianluca Morvillo

  • Collana: Intrecci

  • Numero di pagine: 154

  • Formato: Libro - Brossura

  • ISBN: 9788892792012

  • Prezzo: € 15

  • ⭐⭐⭐⭐⭐

 

Antinea, luogo immaginario in cui è ambientato il romanzo, è un borgo marinaro come tanti nel Sud Italia, popolato da persone semplici, pratiche, amanti del mare e genuine, sempre pronte ad aiutarsi a vicenda e a sostenere la propria terra. In questo luogo e in un tempo non specificato, pian piano si intrecciano le vicende degli abitanti del posto. In particolare, approfondiamo la storia di Salvatore Gonzales, pescatore di Torreammare, borgo marinaro vicino ad Antinea, e di Maristella ed Elena, le due figlie di Zaccaria soprannominato Capitano.

Per lui quel luogo aveva un qualcosa di mitico e famigliare, perché era legato ai racconti che gli aveva fatto il nonno, il quale, tra le altre cose, gli aveva confidato che proprio ad Antinea aveva avuto una ragazza con la quale ci aveva fatto all'amore e poco era mancato che non se l'era sposata... lo raccontava sempre con un bagliore negli occhi e un velo di nostalgia che diventava più malinconica col passare degli anni.

Salvatore ha sempre navigato vicino al suo paese, ma una mattina, per caso, si è trovato lungo la costa di Antinea spinto proprio dai racconti del nonno e da quel giorno si è trovato sempre più spesso in quel borgo che sembrava casa. Un primo sguardo, tra Salvatore ed Elena, poi un successivo incontro fortuito: il ragazzo non riesce più a togliersi dalla testa quella giovane dalla bellezza disarmante, mentre la ragazza è incuriosita da quel ragazzo certo molto bello, ma anche parecchio impacciato all'apparenza. Contro ogni previsione di entrambi, nasce un sentimento travolgente, ma la vita di Elena viene scossa da una scomparsa improvvisa e da altri eventi che la portano a mettere in discussione tutto pur di cambiare vita.

[...] Perché i morti fanno rumore e il rumore più forte che fanno è il silenzio; il silenzio che certifica il vuoto e l'assenza.

Resta, invece, nel borgo Maristella, meno impulsiva e più matura della sorella, amante della vita ad Antinea. Passa il tempo, passano i mesi, e sia Elena che Salvatore si creano nuove vite, lontani l'uno dall'altra, ma il futuro è imprevedibile e, a volte, il sentimento resta eterno nonostante tutto.

 

Un libro semplice e autentico, che nasconde tanti "non detti". Questo piccolo romanzo ci racconta storie di vita separate e destinate ad intrecciarsi, per una o per un'altra cosa. Se all'inizio la lettura procede a rilento, presentandoci il luogo e le storie dei personaggi principali approfonditamente, pian piano, invece, ci trascina fino ad un finale inaspettato, aperto, che lascia sperare in un lieto fine da una parte, in uno infelice da un'altra. La descrizione iniziale dei paesaggi in cui è ambientato il racconto è minuziosa, dettagliata proprio come se Antinea fosse esistita veramente. Più volte mi sono soffermata su alcuni particolari che mi ricordano il paesino di mare sulla costa ionica da cui provengono i miei e a cui torno ogni volta che posso. Ad Antinea mi sono sentita a casa, proprio come è successo a Salvatore, che cercava un posto per respirare un po' più di libertà. Iniziamo quindi a conoscere Salvatore, un ragazzo semplice, umile, colui che possiamo definire "il tipico ragazzo di mare", alla mano e ingenuo.

Salvatore non si girò, avrebbe voluto farlo, ma ritenne fosse un gesto di scortesia; l'incontro però lo aveva fatto emozionare, si era sentito come un bambino nella notte della befana: il cuore aveva cominciato ad andare per i fatti suoi e batteva così forte che Salvatore pensava che in qualche modo quel rumore e quelle sensazioni potessero emergere e uscire all'esterno; dopo qualche secondo quel sentimento si trasformò in una amara trepidazione: quella donna così bella gli avrebbe mai dato qualche possibilità? E poi come era stato possibile che, nonostante l'avesse vista una sola volta, si fosse insinuata così prepotentemente nei suoi pensieri da metterlo così tanto in subbuglio?

Sicuramente la relazione travagliata tra Salvatore ed Elena è uno degli argomenti centrali del romanzo, ma ciò che più mi ha scosso è stata la storia personale della ragazza. Elena è una giovane donna con grandi sogni: non vuole fare la vita di paese come le sue coetanee o come sua sorella, ha altre ambizioni, perciò si trova a lavorare, guarda caso a Torreammare, presso lo studio dell'avvocato Valente, per mettere qualcosa da parte e aiutare la famiglia. Pur di realizzare i suoi sogni e mantenere il lavoro, Elena più volte lascia correre le attenzioni sfacciate dell'avvocato, fino al giorno in cui quelle piccole attenzioni diventano vere e proprie molestie. E, purtroppo, per una bella ragazza come Elena, sempre gentile e disponibile, quell'episodio non è isolato. Più volte nel corso del romanzo Elena si trova a dover rifiutare avances spudorate e non richieste, come se per rendere importante la propria vita dovesse per forza accettare i "complimenti" di quegli animali che si definivano uomini soltanto perché dalla loro avevano potere e denaro. Ho trovato le scene in cui vengono descritte le molestie subite da Elena molto pesanti, difficili da digerire perché ben scritte, reali e potenti.

[...] Ma lui già le aveva preso un braccio; tentò di divincolarsi, ma lui l'afferrò, la spinse sul divano, se lo ritrovò addosso in un attimo, tentò un'ultima difesa, ma si sentì soffocare: si rese conto che una mano le stringeva la gola, l'istinto di sopravvivenza la spinse a calmarsi; la tensione si sciolse in un languore ottuso e inerme che non tardò ad avere effetto anche sull'onorevole che allentò la presa. Elena lo lasciò fare e quando lui si fermò, sentì distintamente che stava precipitando in un abisso di disperazione che si era aperto sotto di lei. Pensò che non poteva permetterselo, provò a riprendere il controllo di se stessa banalizzando ciò che era accaduto e ripetendosi "in fondo cos'è stato? Non è nulla di nuovo!".

E' il "nulla di nuovo" che mi spaventa, è il futuro che sembra già scritto per una ragazza come Elena rimasta orfana e che ha bisogno di sopravvivere in un mondo di mostri. Salvatore è il suo respiro, è la sua libertà. Ed è proprio il bisogno di libertà il tema centrale a mio avviso. Per Salvatore la libertà era ad Antinea, un posto di cui aveva sempre sentito parlare e sicuramente diverso da Torreammare, mentre per Elena era ovunque tranne lì, in quella casa che tanti dispiaceri le aveva inferto. Per entrambi, però, la libertà era anche nella loro relazione nascosta dal mondo, nella loro intesa, nei loro sentimenti.

Salvatore ed Elena si erano persi e si erano ritrovati: avevano perso il peso della solitudine e l'avevano capito soltanto quando era accaduto; avevano trovato una dimensione che difficilmente accorda ripensamento e perdono; avevano perso la vita di prima che, dopo quell'incontro, assunse ai loro occhi un significato relativo; avevano ritrovato se stessi nell'altro ma, almeno in quei momenti, avevano perso ogni altra cosa che usciva da quei confini.

Nella seconda metà del libro ci perdiamo tra avvenimenti più o meno degni di nota, ci addentriamo in storie e leggende col passare del tempo, ma sia Salvatore che Elena non riescono a non pensarsi a vicenda, nonostante il passare del tempo e la lontananza voluta proprio da Elena. Un segno del destino, forse, è quello che porta Salvatore a conoscere Maristella, sorella di Elena, senza sapere di chi effettivamente si trattasse. Ed è qui che mi fermo, per non dire troppo del finale. E' un libro che sa di mare e di salsedine, sa di origini e di natura, sa di vita che si è persa con le nuove tecnologie. Ho pensato ai racconti dei miei nonni e genitori, leggendo questo libro. Un romanzo breve, di sole 153 pagine, ma reale, autentico, semplice nella complessità dei rapporti interpersonali.

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