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"Foglie al vento" di Pasquale Rineli


Ho comprato questo libro al buio, poco tempo fa, catturata dalla splendida copertina e dal titolo invitante, anche se con la solita "paura" di affrontare una raccolta di poesie. Letto in un breve lasso di tempo, oggi voglio parlarvi di "Foglie al vento. Raccolta di poesie e prosa" di Pasquale Rineli per Kimerik Edizioni.


"Foglie al vento. Raccolta di poesie e prosa" di Pasquale Rineli

  • Collana: Karme

  • Numero di pagine: 106

  • Formato: Libro - Brossura con alette

  • ISBN: 9788893756990

  • Prezzo: €15,00

  • ⭐⭐⭐⭐

 

"Foglie al vento" è, come dice il sottotitolo, una "raccolta di poesie e prosa", un viaggio nella vita dell'autore Pasquale Rineli, di alcuni anni che lo hanno sconvolto, guidato e accompagnato fino al presente. I suoi scritti non sono tutti realmente vissuti o accaduti, ma sono spesso invenzioni tratte da alcuni eventi o spunti tratti da situazioni personali. Ritengo utile leggere la nota biografica relativa all'autore, prima di procedere con la lettura della raccolta.

 

Ho trovato questa raccolta interessante, intensa, ma anche piena di rimpianto e di nostalgia. La raccolta si apre con un inno alla libertà nella poesia dall'omonimo titolo, "Libertà", particolarmente disarmante negli ultimi versi:

Una vuota parola
stampata sui dizionari
e nei libri di scuola
senza più un senso
e nessun ideale.

Attraverso le sue poesie l'autore ci parla dei suoi anni in Francia, a Parigi, innamorato di una famosa pittrice e introdotto nel contesto artistico e culturale della capitale francese. Alcune poesie sono accompagnate da fotografie e didascalie, creando così una suggestione scritta e visiva, non solo immaginabile. Gli anni in Francia si chiudono con la chiusura della relazione e così l'autore, pieno di rammarico, rimpianto e rassegnazione, torna a Firenze, dove aveva vissuto prima dei suoi innumerevoli viaggi. Ci riporta, quindi, in prosa alcuni suoi pensieri, alcuni ricordi e dubbi su quel suo viaggio intenso e profondo che gli aveva di certo cambiato la vita. Tra tutte le poesie, "Idea" racchiude il sentimento preponderante:

Il tuo ricordo
scorre nei miei pensieri
come le acque di un fiume
sul naturale letto.

L'autore ora si pone dubbi sul futuro, su ciò che verrà e sulla sua vita dopo quella breve e indimenticabile parentesi. Sono tante le domande, ma sono poche le risposte, e non riesce a farsene quasi una ragione di quel distacco, di quel tramonto, di quel fulmine a ciel sereno che è stata la sua rottura e il suo addio a quella vita. L'amaro aleggia nell'aria, c'è dolore e dispiacere, c'è il rimorso, ma c'è anche la voglia di sapere come sarebbe se tutto riprendesse dall'esatto punto in cui si era interrotto. La solitudine è nemica, perché immerge il protagonista in un vortice di ricordi e sensazioni proprie di quei momenti, di sguardi, carezze, paesaggi, profumi e suoni. La vita va avanti, ma fingere che vada tutto bene diventa quasi facile, finché, un giorno, guardandoci alle spalle, non abbiamo più voglia di mentire a noi stessi e agli altri. La raccolta si chiude con una serie di inni e critiche particolarmente toccanti: alla vita, alla luce, alla donna, alla guerra e alla violenza.

Voglio chiudere questa recensione con la mia poesia preferita della raccolta, che riporto qui integralmente:


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