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"La ladra di parole" di Abi Daré


Non so chi mi abbia portato verso questo libro quel giorno, dal momento che c'erano molti altri libri della mia wishlist che mi attiravano. Questa prima lettura personale, non legata a collaborazioni, del 2022 è stata un colpo all'anima. È un grido di speranza ritrovata, di forza sempre nascosta, una voce che emerge prepotente, sovrastando tutte le altre intorno.


"La ladra di parole" di Abi Daré

  • Collana: Narrativa Nord

  • Numero di pagine: 368

  • Formato: Libro - Brossura fresata con alette

  • ISBN: 9788842932932

  • Prezzo: € 18,00

  • ⭐⭐⭐⭐⭐

 

Siamo a Ikati, nel cuore della Nigeria. Adunni è una quattordicenne diversa dalle sue coetanee: non vuole solo accudire i due fratelli e occuparsi della casa, non vuole sposarsi giovane e avere figli, ma vuole studiare per diventare maestra e poter diventare finalmente cittadina del mondo. Purtroppo, Adunni diventa orfana di madre presto e le risorse economiche della famiglia ormai scarseggiano, per questo suo padre la offre in sposa a Morufu, molto più vecchio della giovane e già sposato con altre due mogli.

Da stamattina la testa mi tira i sassi nella mente. sassi che sono domande, però senza risposte. Cosa vuol dire diventare la moglie di un uomo che ha altre due mogli e quattro bambine? E perché lui la vuole, un'altra, che ce ne ha già due? E il papà, perché vuole vendermi a un vecchio e non pensa nemmeno a cosa provo io?

Il mondo di Adunni crolla, il suo futuro è in frantumi. Si ritrova catapultata in una casa affollata, piccola e indifesa, violentata dal suo nuovo marito e picchiata dalla prima moglie Labake. L’unica amica che ha è Khadija, la seconda moglie di Morufu, che riesce a insegnarle alcuni metodi di sopravvivenza e le permette di vivere una vita relativamente più tranquilla, evitandole una gravidanza non voluta e prematura per la sua età con delle erbe. Morufu è un uomo maligno, brutale e non si fa scrupolo a fare da padre e marito padrone, perché lui paga le famiglie per ciò che ha. Non è un matrimonio combinato, è una vera e propria vendita di minori. In un secondo momento, anche Kike, figlia di Labake e coetanea di Adunni, cerca di aiutare la giovane: è costretta ad andare incontro allo stesso destino di Adunni, per cui sposerà un uomo molto più grande di lei. Ma Kike non vuole perdersi d'animo, non vuole perdere la speranza.

Kike mi fa un altro sorriso. "Vedi? Te lo dico io, Adunni, anche se hai sposato a mio papà e pensi che la tua speranza è finita, la tua mente non è finita. Dentro alla tua mente, puoi essere la maestra come vuoi." Si alza coi piedi. "A te ti piace leggere i libri, allora mettili dentro la tua mente, fagli leggere tutti i libri che trovi, anche nelle pattumiere di Idanra o quelli che costano poco al mercato. Un giorno magari diventi maestra o magari no. Io domani vado a conoscere la famiglia di mio marito, ma dentro alla mia mente sono Kike la sarta. Mandami i tuoi auguri."

Khadija è incinta del suo quarto figlio, ma Morufu vuole un maschio dopo le tre femmine, altrimenti non pagherà più per sostenere la moglie e le bambine. Adunni accetta la richiesta di Khadija di andare da una levatrice, ma la donna ha un grande segreto: il nascituro è figlio del suo amante, lo stesso che la lascerà morire per non dover affrontare la sua famiglia. La tragedia arriva brutale per Adunni: scappa a Lagos, diventando domestica presso Big Madam, una donna ricca, prepotente e violenta. Presso quella grande casa, però, Adunni si ritrova a indagare sul mistero della scomparsa della precedente domestica Rebecca. Con l'aiuto di Kofi, lo chef, e Ms Tia, una donna inglese facente parte della stessa associazione di Big Madam, Adunni riuscirà a non farsi sopraffare né da Big Madam con i suoi bruschi e violenti modi, né da Big Daddy, marito molesto e fedifrago, violento e pedofilo. Con la testa bassa, con tanta forza d'animo e tanto impegno, Adunni sarà in grado di vincere una borsa di studio per continuare la scuola.

"Perché Dio non è in chiesa", gli dico, tenendo la testa bassa, e anche la voce. Gli voglio dire che Dio non sta dentro a un palazzo di cemento fatto di pietre e sabbia. Che a Dio non lo puoi mettere dentro a una casa e chiuderlo lì. Gli voglio spiegare che l'unico modo per sapere se una persona ha trovato Dio e lo tiene nel suo cuore è vedere come tratta gli altri, cioè se li tratta come dice Gesù - con amore, pazienza, gentilezza e perdono -, ma il mio cuore batte troppo forte, corre, e mi fa scappare la pipì; allora tiro una cosa dell'uniforme, un filo rosso, e lo giro e lo giro attorno al dito finché non è un nodino, un punto di filo che chiude il mio pensiero.
 

È stata una lettura pesante, sotto tantissimi punti di vista. Riga per riga ho sentito il dolore di Adunni come se fosse mio, come se fossi io stessa a dover sopravvivere a tutto. È sconcertante quanto la protagonista debba sopportare a soli quattordici anni: violenza, soprusi, matrimoni combinati, abusi. Lei in prima persona continua ad affermare che sarebbe stato tutto diverso, se sua madre fosse stata ancora viva; nonostante ciò, mantiene la sua fede in Dio, in un futuro migliore. “Domani sarà meglio di oggi” dice a sé stessa e agli altri. Crede nella sua persona, cerca di diventare più furba man mano che affronta gli ostacoli e trova anche persone che la supportano e la aiutano a realizzare i suoi sogni, sempre con cautela e senza fretta. È stata una lettura profonda, complessa, che lascia tanto spazio alla riflessione. Un grande grazie all'autrice che è stata in grado di dare voce a chi voce non ha.

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